Ora che la povera Eluana riposa, finalmente, in pace nel piccolo cimitero del suo paese, credo che chiunque abbia un po' di sensibilità, debba fare una riflessione. Non meraviglia il fatto che il problema di coscienza sollevato da questa vicenda abbia diviso l'opinione pubblica ed abbia coinvolto le stesse istituzioni, fino a toccare lo stesso Capo dello Stato; ciò che mi stupisce è l'accanimento mediatico con il quale stampa e tv hanno trattato il caso, tanto da diventare in alcuni servizi puro spettacolo. Ho avuto l'impressione, ancora una volta, che una parte degli operatori dell'informazione privilegino il clamore della notizia e l'ampiezza degli ascolti, al rispetto dei sentimenti umani. Il bombardamento mediatico è arrivato al punto da infastidire molti telespettatori che sono stati costretti ad usare il telecomando quasi per difendersi da un'eggressione. Senza dire poi di certa politica che ha ritenuto di strumentalizzare questa tragica vicenda per trarne un vantaggio di parte.
Spero che il silenzio invocato dal padre di Eluana consena a tutti di riflettere più attentamente sui problemi connessi al tema del testamento biologico sul quale, finalmente, il legislatore dovrà prendere una decisione.
Spero che il silenzio invocato dal padre di Eluana consena a tutti di riflettere più attentamente sui problemi connessi al tema del testamento biologico sul quale, finalmente, il legislatore dovrà prendere una decisione.

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