Con l’approssimarsi dei mesi estivi, le condizioni di vivibilità nella zona di San Giorgio peggiorano ulteriormente a causa dell’inquinamento prodotto dal traffico veicolare in aumento sulle vie dirette al mare.
Investire denaro pubblico per realizzare interventi di razionalizzazione della situazione esistente, come potrebbe essere la costruzione di una nuova rotatoria nell’incrocio tra via Ravenna e via Comacchio, rinviando ancora una volta la decisione di completare la circonvallazione a sud est tra la via Ravenna, la via Comacchio e la via Pomposa, non risolve definitivamente il problema principale non solo del quartiere di San Giorgio, ma dell’intera città.
Ferrara non può più fare a meno di un anello di scorrimento esterno all’abitato come hanno ormai tutte le città degne di questo nome, capace di smistare la maggior parte del traffico oggi costretto all’interno delle zone più densamente popolate.
È urgente, dunque, completare l’asse est-ovest tra via Ferraresi e via Modena e, ad est, tra via Ravenna e via Pomposa, individuando un tracciato ai margini esterni dell’abitato di San Giorgio e di Villa Fulvia.
Solo deviando il traffico di passaggio su questa strada, San Giorgio potrà tornare a respirare e a vivere.
Investire denaro pubblico per realizzare interventi di razionalizzazione della situazione esistente, come potrebbe essere la costruzione di una nuova rotatoria nell’incrocio tra via Ravenna e via Comacchio, rinviando ancora una volta la decisione di completare la circonvallazione a sud est tra la via Ravenna, la via Comacchio e la via Pomposa, non risolve definitivamente il problema principale non solo del quartiere di San Giorgio, ma dell’intera città.
Ferrara non può più fare a meno di un anello di scorrimento esterno all’abitato come hanno ormai tutte le città degne di questo nome, capace di smistare la maggior parte del traffico oggi costretto all’interno delle zone più densamente popolate.
È urgente, dunque, completare l’asse est-ovest tra via Ferraresi e via Modena e, ad est, tra via Ravenna e via Pomposa, individuando un tracciato ai margini esterni dell’abitato di San Giorgio e di Villa Fulvia.
Solo deviando il traffico di passaggio su questa strada, San Giorgio potrà tornare a respirare e a vivere.

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