Trasferire al Parco Urbano gli street bar oggi presenti nel centro storico per risolvere il conflitto aperto con i residenti più che un'idea bizzarra, mi sembra una "bufala" inventata ad arte, in periodo elettorale, per distrarre l'attenzione da un problema che ormai si trascina da troppo tempo.
Se questo trasferimento può risultare conveniente, anche sotto il profilo economico, per uno o due locali, è assolutamente impraticabile per tutti gli altri esercizi la cui attività, soprattutto per la diffusa maleducazione degli avventori, solleva problemi di ordine e di disturbo della quiete pubblica.
La questione va affrontata seriamente, nei termini in cui l'hanno considerata e risolta le altre città, senza finzioni o immaginando facili scorciatoie. Il comune faccia anzitutto il suo dovere, rivedendo quella specie di classificazione acustica del territorio approvata insieme al PSC, la quale non rispetta sostanzialmente le disposizioni di leggi vigenti. In secondo luogo decida finalmente di dotarsi di un regolamento per la disciplina delle attività rumorose, come hanno fatto ormai tutti i comuni grandi e piccoli dell'Emilia Romagna.
Questi sono gli strumenti dei quali una città moderna e dinamica, ma nel contempo, ordinata e civile, deve avvalersi per raggiungere il giusto equilibrio tra opporti interessi, avendo in ogni caso presente che le legittime esigenze di carattere economico commerciale dei gestori dei pubblici esercizi non possono mai prevalere sul pubblico interesse rappresentato dal diritto alla salute dei cittadini.
non è un caso che solo a Ferrara il conflitto tra street bar e residenti sia ancora così aperto, mentre in tutti gli altri capoluoghi della Regione, dotati della necessaria regolamentazione, i problemi della convivenza sono ormai superati.
Per parte mia, se me ne verrà data la possibilità, questa questione sarà tra le priorità del prossimo consiglio comunale.
sabato 2 maggio 2009
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