mercoledì 21 gennaio 2009

Sul giuramento del Presidente Barack Obama


Con l'elezione di Barack Obama, ancora una volta l'America ha dimostrato di essere una grande Democrazia capace di dare lezioni anche alla vecchia e cara Europa. L'aver avuto il coraggio di portare alla Casa Bianca un afroamericano, mentre soltanto trent'anni fa i neri d'America non godevano i diritti civili dei cittadini bianchi, dimostra la grande capacità del popolo americano di sapersi rinnovare, di sapere adeguare le istituzioni alle esigenze di novità che vengono avanti nel mondo, senza rinunciare alla propria identità e senza rinnegare il proprio passato.
Anche noi dobbiamo guardare al futuro, con la speranza di potere superare le vecchie divisioni che ci hanno impedito finora di realizzare quelle conquiste sociali ed economiche che sono necessarie in un Paese ricco di risorse intellettuali come è sempre stata l'Italia.
Io credo che l'elezione di Obama induca ottimismo nell'animo di chiunque sogni un mondo nel quale i conflitti in essere possano trovare una soluzione diversa da quella dell'uso della forza. Con l'elezione di Obama si può davvero pensare che gli uomini diano più spazio alla ragione e alla collaborazione e rinuncino all'idea di prevalere gli uni sugli altri con la violenza delle armi. Le diversità religiose come quelle culturali sono legittime, a condizione che non giustifichino forme di fanatismo e intolleranza di alcun genere.
Anche le forze politiche italiane devono tutte guardare con interesse a ciò che è accaduto in America, non tanto per imitarne o copiarne il modello politico istituzionale, quanto per seguirne l'esempio dimostrato nella capacità di innovarsi e di aprire un dialogo anche con quei Paesi che fino a ieri erano considerati nemici.
In sostanza la lezione che ci viene dall'America è che con le armi non si risolvono i problemi; soltanto il confronto e il dialogo possono costruire un futuro di pace per tutta l'umanità.
Dopo più di duecento anni, finalmente, si è avverato il sogno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti che avevano riposto nell'introduzione della Dichiarazione d'Indipendenza, che mi permetto di citare in questo spazio, come un Principio di Valore Universale.

Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.

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